2021, 8 luglio: Rinnovato il parco macchine dell'Ostetricia
COMUNICATO STAMPA
RINNOVATO E AMPLIATO IL PARCO MACCHINE DELLA SALA PARTO E DEL REPARTO DI GRAVIDANZA A RISCHIO DEL BURLO GAROFOLO GRAZIE ANCHE AL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE CRTRIESTE
I nuovi cardiotocografi dotati di monitor centralizzati permetteranno di individuare i casi più a rischio riducendo notevolmente gli esiti avversi fetali
Per l’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo”, centro di riferimento regionale e interregionale per le gravidanze a rischio, la valutazione del benessere fetale e il controllo della salute delle gestanti, in particolare nei casi di gravidanze a rischio, è un aspetto fondamentale.
In tale contesto, una delle metodiche universalmente riconosciute di maggior impatto clinico è la cardiotocografia, ovvero la strumentazione che permette di rilevare elettronicamente la frequenza cardiaca fetale e l’attività contrattile dell’utero. Si tratta dell’utilizzo di apposite apparecchiature, chiamati monitor fetali o cardiotocografi, che attraverso l’uso di sonde posizionate sull’addome delle future mamme permettono di rilevare il battito cardiaco del feto, consentendo di valutarne lo stato di benessere, identificando le situazioni a rischio di “stress”. I segnali rilevati sono visualizzati sul monitor che medici e ostetriche possono tenere sotto controllo. Tutto ciò consente di individuare prontamente le situazioni che necessitano di un intervento immediato, permettendo di diminuire drasticamente i casi di eventi avversi durante la fase prenatale.
Grazie a un investimento di circa 131mila euro, 49mila dei quali messi a disposizione dalla Fondazione CRTrieste, il Burlo ha rinnovato tutto il “parco macchine” delle sale parto e del reparto gravidanza a rischio. In particolare, sono stati acquisiti quattro cardiotocografi portatili per le quattro sale parto, uno per la sala cesarei e altri quattro per il reparto gravidanza a rischio con i suoi 12 posti letto. A ciò si sono aggiunti due centrali di monitoraggio (una per la sala parto e una per il reparto) che consentono di visualizzare contemporaneamente i tracciati di tutti i cardiotocografi, permettendo agli operatori di avere una pronta visione dell’attività in essere, soprattutto nelle situazioni in cui la necessità di assistenza continua, non consenta, soprattutto al personale di reparto, di spostarsi continuamente tra i posti letto per la verifica del tracciato cardiotocografico. Per la sala parto, inoltre, sono state acquisite anche due telemetrie che consentono di utilizzare i sensori in modalità wireless e, quindi, permettono alle gestanti la possibilità di muoversi durante il travaglio, rimanendo sempre monitorate.
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«Un grazie alla Fondazione - ha dichiarato il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi - che conferma la sua sensibilità a sostengo del sociale, partner importante e certo nel nostro lavoro».
Da parte sua il direttore generale dell’Irccs, Stefano Dorbolò ha affermato che: «Il rinnovamento e l’acquisizione di nuove apparecchiature ad alta valenza specialistica costituisce per questo Istituto, uno dei fondamenti del programma di sviluppo aziendale. Ogni gesto volto a sostenerci pertanto è particolarmente gradito e rappresenta un contributo importante per l’Istituto. Da sempre la Fondazione CRTrieste ha dimostrato di essere attenta alle necessità del nostro Istituto. Al Presidente avvocato Tiziana Benussi e a tutta la Fondazione pertanto va il nostro ringraziamento per questo nuovo contributo all’acquisto di un importante sistema che ci consentirà di qualificare ulteriormente l’assistenza specialistica e l’appropriatezza delle cure».
«La tutela della salute, connessa alle nuove tecnologie applicate alla medicina, è da anni uno degli elementi caratterizzanti degli interventi della Fondazione CRTrieste per dotare le strutture pubbliche di strumenti nuovi e sempre più avanzati a beneficio delle attività diagnostiche e quindi dell’assistenza ai pazienti», sono le parole del Presidente avvocato Tiziana Benussi.
«Abbiamo rinnovato completamente il parco apparecchiature della sala parto e del reparto gravidanza a rischio – spiega l’ingegner Francesco Barbagli, referente dell’Ingegneria Clinica dell’Irccs triestino – in modo da avere lo stesso modello di apparecchiatura in ogni postazione dei due reparti interessati, permettendo una notevole semplificazione nella gestione dei pazienti e delle apparecchiature, uniformando procedure e dispositivi. Con le centrali di monitoraggio e le importanti dotazioni di accessori dei singoli monitor, dovremmo ottenere significativi miglioramenti nella cura delle nostre pazienti».
«Il nostro dipartimento – chiarisce - il dottor Gianpaolo Maso, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale della Gravidanza a Rischio - vanta una grande tradizione nell’utilizzo di metodiche adiuvanti per la valutazione del benessere fetale. Nell’ambito della gravidanza a rischio, la cui frequenza è in sensibile aumento, la cardiotocografia soprattutto se computerizzata, riveste un ruolo fondamentale nel gestire al meglio questa gravidanza. È indubbio che l’esperienza e la conoscenza maturata nel tempo nel campo della sorveglianza del benessere fetale e l’utilizzo di strumentazione all’avanguardia fanno sì che il nostro Istituto continui a perseguire il miglioramento della qualità delle cure in termini di appropriatezza negli interventi e riduzione degli esiti avversi materno-neonatali».
Ufficio Stampa Irccs Materno-Infantile “Burlo Garofolo”
Al Burlo un nuovo monitor fetale grazie a Conad Duino Superstore e Asd Generali Trieste
È stato presentato questa mattina alla stampa, nella Biblioteca dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, il nuovo monitor fetale donato all’Ospedale infantile grazie al “1° Trofeo Conad Duino Superstore” gara podistica ideata e realizzata dal Conad Superstore di Duino e dall’Asd Generali di Trieste.
La marcia si è svolta lo scorso 30 aprile e ha visto la partecipazione di oltre 700 partecipanti, raccogliendo, tra iscrizioni e sponsor dell’evento, 10 mila euro da donare al Burlo, che sono stati utilizzati, in accordo con la Direzione Aziendale, per acquistare un monitor fetale.
Lo strumento, già in uso all’Ospedale materno-infantile, utilizza tecnologie avanzate per garantire la più accurata acquisizione ed analisi di dati, a supporto della sala parto e, in particolare, nei casi di gravidanze a rischio.
“Siamo felici del risultato di questa iniziativa” - ha dichiarato Daniela Cola di Conad Duino Superstore - “e con esso di poter contribuire al bene comune della collettività sostenendo il Burlo Garofolo, espressione di efficienza ed eccellenza del nostro territorio. Per aumentare il numero delle iscrizioni, abbiamo ampliato il pubblico della gara, definendo anche percorsi ridotti e rendendola una family run, una dog run e infine anche una gara anche per gli appassionati di nordic walking, il tutto grazie all’aiuto di ben 50 volontari. Dato il successo e la grande partecipazione all’evento, siamo già al lavoro per la la secondo edizione nel 2018.”
“Ringrazio il Conad Duino Superstore e l’Asd Generali di Trieste” - ha affermato il Direttore Generale del Burlo Gianluigi Scannapieco - “per aver organizzato l’evento e per tutto l’impegno messo a disposizione del Burlo e dei suoi piccoli pazienti. A tutti gli organizzatori, i volontari e i partecipanti va il nostro ringraziamento, a nome dei dipendenti e dei pazienti del Burlo.”


Parliamo di… restrizione di crescita fetale
di Caterina Fazion
Tamara Stampalija, Dirigente della Struttura Semplice Dipartimentale di Medicina Fetale e Diagnostica Prenatale, ci spiega cos’è la restrizione di crescita fetale, quali sono i rischi connessi e come intervenire, una volta diagnosticata.


Qual è la differenza tra “restrizione di crescita fetale” e “piccolo per epoca gestazionale”?
La restrizione di crescita fetale si ha quando un feto non raggiunge il suo potenziale genetico di accrescimento per un qualunque motivo che può essere di origine genetica o placentare, dato da una gravidanza gemellare con condivisione della stessa placenta, o da uso di fumo o alcol da parte della madre. Un feto piccolo invece è quello che per qualunque parametro, ad esempio peso, circonferenza cranica, circonferenza addominale, si trova al di sotto del decimo percentile. Non tutti i feti piccoli soffrono necessariamente di restrizione di crescita, ma possono essere così per costituzione, magari come i genitori, da generazioni. Viceversa, anche i feti al di sopra del decimo percentile possono essere affetti da una restrizione di crescita.
Quali sono i rischi connessi alla restrizione di crescita fetale?
Sicuramente il rischio più temuto è la morte in utero. Anche possibili difficoltà al parto rappresentano un rischio per feti con restrizione di crescita: per un nascituro con scarse riserve nutritive e di ossigeno il parto può rappresentare un evento molto impegnativo, come una maratona per un cardiopatico. La cosa fondamentale è diagnosticare questi feti in modo da poterne ottimizzare la gestione.
Come si diagnostica la restrizione di crescita fetale?
La diagnosi è combinata: vanno fatte valutazioni di misura, la cosiddetta biometria (ad esempio circonferenza addominale, cranica, lunghezza del femore e stima del peso fetale), ma questo non basta, bisogna infatti fare anche una valutazione funzionale con la Doppler velocimetria, tecnica che permette di guardare le variazioni a carico del flusso placentare e fetale, incluso il flusso cerebrale. Le alterazioni di quest’ultimo sembrano essere correlate a esiti avversi. Dato che l’incertezza è ancora molta, proprio in questo periodo partirà uno studio per valutare se la vasodilatazione cerebrale sia realmente associata o meno a esiti avversi a lungo termine.
Come si interviene dopo aver riscontrato restrizione di crescita fetale?
Dipende dall’epoca gestazionale. Il parto rappresenta oggi l’unica soluzione per scongiurare la morte in utero, ma se si tratta di una restrizione che insorge precocemente, il parto sarebbe prematuro e connesso quindi ad altri rischi legati alla prematurità stessa: mortalità, morbidità neonatale e disturbi a lungo termine. Vengono fatti monitoraggi molto stretti del benessere fetale, cercando di ottimizzare il timing di parto in termini di rischio/beneficio. Quando invece la restrizione insorge più tardivamente siamo un po’ più avvantaggiati, essendo il problema della prematurità meno rilevante, ma non trascurabile. A proposito della gestione, sono state recentemente pubblicate le nuove Linee Guida sulla Diagnosi e Management sulla Restrizione di Crescita Fetale da parte dell’International Society of Ultrasound in Obstetrics and Gynecology (ISUOG), a cui il Burlo ha attivamente preso parte.
Le curve per valutare i parametri di crescita sono affidabili?
Né in Italia né a livello internazionale c’è uniformità tra le varie curve di crescita e questo può portare a una variabilità nella diagnosi di feti con restrizione di crescita. Per questo motivo, con la Società Italiana di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia (SIEOG), è nata l’idea di iniziare uno studio multicentrico Italiano, (studio METRICS), di cui l’Ospedale Burlo Garofolo è il centro promotore, che vede coinvolte tutte le Regioni. L’obiettivo è creare nuove curve di riferimento in modo che una donna vista a Trieste, Firenze e Cagliari veda rilevate le stesse misure in percentili del nascituro.
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LO SAPEVI CHE...
I percentili sono degli indicatori statistici che vengono utilizzati per confrontare un valore rispetto a quelli dell'intera popolazione. Ad esempio servono per monitorare i valori di crescita di molti parametri nei bambini come peso e altezza. Se si parla di feti vengono valutati anche altri parametri come circonferenza cranica, circonferenza addominale, lunghezza del femore.
Prendendo un campione di 100 bambini della stessa età e ordinandoli per valori crescenti di altezza, se ne scegliamo uno a caso, ad esempio colui che occupa il 20° posto, questo bambino sarà un po’ più basso della media, rappresentata dal 50° percentile. Chi occupa invece la 70° posizione, e così tutti quelli che ricadono al 70° percentile, saranno un po’ più alti della media.

